Città perduta nel Sud Toscana… Ecco Vitozza!!

Ott04

Città perduta nel Sud Toscana… Ecco Vitozza!!

Blog, Storia e Cultura, Sud Toscana no responses

Vitozza, La Città perduta di San Quirico!

Il giovane ed efficiente centro di S. Quirico, frazione del comune di Sorano (GR), offre la visita all’antico insediamento rupestre chiamato “la Città perduta”, di Vitozza. L’insediamento si erge su uno sperone tufaceo pianeggiante, collocandosi in un ambiente naturalistico particolarmente interessante per le numerose testimonianze archeologiche, che dal periodo Eneolitico e per tutta la fase del Bronzo si protrarranno sino al medioevo.

Nei primi documenti storici compare il castello di Vitozza nei possedimenti della Palatina famiglia Aldobrandeschi, assumendo nel crescente potere della nobile famiglia Orsini la fisionomia di una vera e propria “città nel tufo”.

Nel crescente potere fra le città contrapposte di Orvieto e Siena conobbe momenti travagliati, quando nel 1455, dopo l’aspra battaglia combattuta dagli orsini contro i senesi, l’abitato di Vitozza fu distrutto quasi completamente rendendo inabitabile l’insediamento, disperdendo così nel contado l’esiguo numero degli abitanti, attribuendogli così la denominazione di Città perduta. Dopo un lento ripopolamento del sito rupestre, questi rioccupano come spazio abitativo gli ambienti ricavati nella roccia, organizzandosi nell’emergente “cultura di cavità”.  Ancora oggi possiamo ammirare le testimonianze di questa cultura, attraverso le caratteristiche grotte disposte su diversi livelli, l’antica Pieve denominata “Chiesaccia” circondata dalla vegetazione con il suo campanile a vela, il famoso colombario di epoca medievale e le strutture degli antichi manieri medioevali.

Un’importante testimonianza architettonica della passata grandezza di Vitozza sono gli splendidi percorsi dell’Acquedotto, che si mescolano a un paesaggio aspro e selvaggio, la passeggiata attraverso il percorso che si snoda lungo quasi tutto l’insediamento rende evidente non solo l’aspetto architettonico delle strutture difensive ma concede al visitatore la consapevolezza di un dolce connubio con l’ambiente naturalistico, dove le varie specie botaniche cedono il passo alle innumerevoli piante cedue. L’acqua che sgorga dalle sorgenti del fiume Lente nel suo perenne scorrere disegna sinuosi percorsi dove trovano refrigerio i gamberi e le innumerevoli varietà animali, protette dall’incontaminato ambiente.